52 convegno cardiologia milano
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Associazione Silvia Procopio

Fibrillazione atriale: profilassi antitrombotica dopo ablazione transcatetere


L’ablazione transcatetere pur essendo considerata un trattamento risolutivo della fibrillazione atriale, è gravata da una non piccola percentuale di recidive sintomatiche e asintomatiche. Inoltre, è da sottolineare il fatto che il rischio tromboembolico è maggiore nei pazienti sottoposti ad ablazione transcatetere rispetto a quelli sottoposti a semplice cardioversione, in quanto la radiofrequenza danneggia estese aree di endocardio atriale, favorendo in tal modo la formazione di trombi. Pertanto, rimane aperto il problema della durata della terapia anticoagulante orale ( TAO ) post-procedurale.

Le linee guida in tal senso non specificano raccomandazioni particolari, se non quella di continuare la TAO nei pazienti ad alto rischio tromboembolico per un periodo prolungato/indefinito fino a dimostrazione di assenza di parossismi di fibrillazione atriale.

In un recente studio non-randomizzato è stata confrontata la sicurezza della sospensione verso il proseguimento della TAO a 3-6 mesi dalla procedura di ablazione su un’ampia casistica di oltre 3000 pazienti. Al termine di un follow-up della durata di circa 2 anni non sono emerse differenze statisticamente significative nella frequenza degli eventi tromboembolici ( 0.07% nei soggetti non-trattati vs 0.45% nei soggetti trattati con TAO ) nei due gruppi di pazienti, sovrapponibili per CHADS2 Risk Score. Al contrario, si sono verificati 13 casi ( 2% ) di emorragie maggiori nel gruppo TAO vs 1 caso ( 0.04% ) nel gruppo non-sottoposto a terapia anticoagulante anticoagulante orale ( p inferiore a 0.0001 ).
Tale evidenza costituisce la premessa per la possibile sospensione della TAO dopo 3-6 mesi da procedura di ablazione, purché in presenza di documentata attività meccanica atriale e in assenza di recidive di fibrillazione sintomatiche / asintomatiche a un monitoraggio prolungato.
Studi osservazionali precedenti su un numero più limitato di pazienti avevano già suggerito una tale possibilità.
Sono comunque necessarie ulteriori conferme mediante studi clinici randomizzati di ampie dimensioni. ( Xagena2010 )

Fonte: Linee guida AIAC 2010 per la gestione e il trattamento della fibrillazione atriale, 2010


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